giovedì 26 agosto 2010
martedì 24 agosto 2010
Volver
I toscani sono tremendi. Riescono a creare fazioni anche se sono in due. Figuriamoci tra parentame vario, in un mucchietto di case attaccate, in un paesino minuscolo, dove l'età media è 70 anni e il massimo che c'è da fare è tagliare l'erba e guardare scorrere l'acqua del ruscello...
In queste due settimane ho assistito a spettegolezzi, ripicchine, dispettucci e scaramucce per i motivi più assurdi: dal posto per la macchina all'acqua usata per l'orto, dal fumo della griglia a quella volta in cui nell'83 la cognata raccolse i fagiolini nell'orto dell'altra...
Il posto è bello e riposante, ma un po' meno a cavallo di ferragosto quando sono tutti lì e con niente di meglio da fare...
L'unica è muoversi: e quest'anno è andata molto meglio di quello passato in cui, causa pancione con contrazioni, giacevo per la maggior parte del tempo spiaggiata e stranita tra divano e giardino. Abbiamo fatto giretti vari con la zia L. e la zia F.: paesini, eremi, trattorie da leccarsi i baffi, faggete spettacolari, boschi in cerca di more e funghi (per lo più velenosi), con tanto di nano nello zaino in spalla (del papà, ovviamente).
Ora siamo rientrati nella sauna romana, con los abuelitos venuti a dar man forte da Barcellona con tutta la loro pazienza, dolcezza e disponibilità. Se solo non ci fosse este calor acojonante...
venerdì 6 agosto 2010
Giochi
martedì 3 agosto 2010
Un filo di perle
Forse sarà perchè con l'avanzare dell'età ciò che rimane alle spalle è sempre più sostanzioso, ma da un po' di tempo a questa parte mi accade qualcosa che prima non avevo sperimentato.
In momenti (rari) di relax, o poco prima di addormentarmi, a volte faccio un "gioco": penso ad un particolare momento della mia vita passata da un bel po', almeno diciamo una decina di anni, ed inizio a snoccialare come un filo di perle i ricordi, le sensazioni, le immagini, le emozioni legate a quel momento. E' strano quante cose vengano fuori, cose a cui non penso da decenni e che ritenevo sepolte per sempre, a volte non mi sembra di averle vissute veramente, ma di rivedere piuttosto un film. In alcuni casi spuntano sensazioni vivissime, colori, profumi, stati d'animo.
Lo so, sembro mia nonna che attacca con i ricordi e tira fuori l'albero genealogico del suo paese, e forse un po' è così. E' un momento, un "gioco" appunto, tutto mio. Ma è anche un esercizio. Una prova, il tentativo di non perdere pezzi di memoria, di dare senso al percorso, di ricordarmi come e chi ero, quello che sognavo, che pensavo, come sono arrivata fin qui, cosa ho in più e cosa mi sono persa per strada.
Ieri per esempio, poco prima di abbandonarmi al sonno, il ricordo pescato è stato il terrazzo della casa dei miei nonni materni, ormai non più nostra da cui si vedeva tutta la costa dell'alto Lazio fino all'Argentario. Quante ore ho passato lì d'estate. E da lì sono venuti fuori il ricordo delle mattine che con mio nonno accudivo i canarini, il sapore squisito delle frittelle di riso di mia nonna, la noia mortale dei primi pomeriggi in cui tutti riposavano tranne me, le puntate di Saranno Famosi viste mille volte, le infinite domande sempre uguali della bisnonna persa nel vuoto della sua mente rapita dall'arterosclerosi, la gioia dei ferragosto fatti di cannelloni, torta di compleanno di zia e fuochi di artificio al mare....
In momenti (rari) di relax, o poco prima di addormentarmi, a volte faccio un "gioco": penso ad un particolare momento della mia vita passata da un bel po', almeno diciamo una decina di anni, ed inizio a snoccialare come un filo di perle i ricordi, le sensazioni, le immagini, le emozioni legate a quel momento. E' strano quante cose vengano fuori, cose a cui non penso da decenni e che ritenevo sepolte per sempre, a volte non mi sembra di averle vissute veramente, ma di rivedere piuttosto un film. In alcuni casi spuntano sensazioni vivissime, colori, profumi, stati d'animo.
Lo so, sembro mia nonna che attacca con i ricordi e tira fuori l'albero genealogico del suo paese, e forse un po' è così. E' un momento, un "gioco" appunto, tutto mio. Ma è anche un esercizio. Una prova, il tentativo di non perdere pezzi di memoria, di dare senso al percorso, di ricordarmi come e chi ero, quello che sognavo, che pensavo, come sono arrivata fin qui, cosa ho in più e cosa mi sono persa per strada.
Ieri per esempio, poco prima di abbandonarmi al sonno, il ricordo pescato è stato il terrazzo della casa dei miei nonni materni, ormai non più nostra da cui si vedeva tutta la costa dell'alto Lazio fino all'Argentario. Quante ore ho passato lì d'estate. E da lì sono venuti fuori il ricordo delle mattine che con mio nonno accudivo i canarini, il sapore squisito delle frittelle di riso di mia nonna, la noia mortale dei primi pomeriggi in cui tutti riposavano tranne me, le puntate di Saranno Famosi viste mille volte, le infinite domande sempre uguali della bisnonna persa nel vuoto della sua mente rapita dall'arterosclerosi, la gioia dei ferragosto fatti di cannelloni, torta di compleanno di zia e fuochi di artificio al mare....
venerdì 23 luglio 2010
Tutto cambia, niente cambia
Ma è il mio posto dell'anima. Perchè se è vero che sono nata e cresciuta in città, le mie radici affondano tra castagni e faggi, il mio carattere ha in certi momenti la cocciutaggine e la rusticità dei montanari, quelle stradine e quelle case hanno visto i passi e le vite di gente di cui porto fieramente i geni.
E' lì che ho trascorso tutte le estati dell'infanzia con i nonni. Dove mi è cresciuto dentro l'amore per la natura, la terra, gli animali. Dove ho vissuto tante prime volte: le primi batticuori, i primi approcci con l'altro sesso, le prime serate fuori con gli amici (ma a mezzanotte a casa, come Cenerentola!). E' lì che per tutto agosto lasceremo il nene grande, con i suoi nonni a raccogliere more e a cercare girini, e il cerchio si chiude.
Quest'anno però, ci sono però due novità: il nenito farà la sua conoscenza con il paese e il parentame vario, e per la prima volta, salendo le scale non troverò lui seduto al tavolo in cortile, intento a leggere il giornale o a sbucciarsi una mela, vestito impeccabile anche in montagna, anche a casa sua.
Sarà strano e triste il tuo paese senza di te, nonno.
Il numero di persone in casa sarà lo stesso, ma una generazione si è data il cambio, passandosi il testimone, e in qualche modo forse anche questo è chiudere un cerchio.
giovedì 22 luglio 2010
Io son di un'altra razza
Stanza XXX del ministero YYY, ore 11.30.
Collega 1. E' al telefono: sta prenotando il prossimo incontro con la sua psicoterapeuta, incastrandolo tra appuntamenti presi nelle precedenti telefonate: quello per portare il figlio dal logopedista prima e quello con le amiche per l'aperitivo dopo. In totale è già alla sua faticosa 2a ora di telefonate.
Collega 2. Si è accomodata davanti alla Collega 3. e discutono già da un'oretta del mare del salento e di quello della maremma.
Collega 4. Sta facendo il giro delle stanze per chiedere chi scende a prendersi il caffè alla macchinetta.
Loro sono a tempo indeterminato e stanno qui 9.00-16.45, anche se in tutto il giorno scrivono a malapena qualche scartoffia.
Io, essendo CoCoPro, ho orari flessibili, unico risvolto positivo della mia situazione: sto in ufficio per lavorare (spesso tra l'altro svolgendo compiti che i sopra descritti non portano a termine...), quando finisco me ne vado, quindi prima finisco meglio è, visto che la mia vera vita è fuori di qui.
Risultato: ai loro occhi e coscienze foderati di prosciutto loro appaiono come lavoratori indefessi e vessati dal nano-ministro; io sono la scansafatiche privilegiata, una di quelli che alimenta gli sprechi della PA, e che se la tira pure un pò perchè quando sta in ufficio non partecipa a questi esileranti momenti conviviali.
Come si fa a non diventare schizofrenici, depressi, o come diceva quel genio di De Andrè, bombaroli?
Collega 1. E' al telefono: sta prenotando il prossimo incontro con la sua psicoterapeuta, incastrandolo tra appuntamenti presi nelle precedenti telefonate: quello per portare il figlio dal logopedista prima e quello con le amiche per l'aperitivo dopo. In totale è già alla sua faticosa 2a ora di telefonate.
Collega 2. Si è accomodata davanti alla Collega 3. e discutono già da un'oretta del mare del salento e di quello della maremma.
Collega 4. Sta facendo il giro delle stanze per chiedere chi scende a prendersi il caffè alla macchinetta.
Loro sono a tempo indeterminato e stanno qui 9.00-16.45, anche se in tutto il giorno scrivono a malapena qualche scartoffia.
Io, essendo CoCoPro, ho orari flessibili, unico risvolto positivo della mia situazione: sto in ufficio per lavorare (spesso tra l'altro svolgendo compiti che i sopra descritti non portano a termine...), quando finisco me ne vado, quindi prima finisco meglio è, visto che la mia vera vita è fuori di qui.
Risultato: ai loro occhi e coscienze foderati di prosciutto loro appaiono come lavoratori indefessi e vessati dal nano-ministro; io sono la scansafatiche privilegiata, una di quelli che alimenta gli sprechi della PA, e che se la tira pure un pò perchè quando sta in ufficio non partecipa a questi esileranti momenti conviviali.
Come si fa a non diventare schizofrenici, depressi, o come diceva quel genio di De Andrè, bombaroli?
martedì 20 luglio 2010
Cronaca di una notte di piena estate
La sera è l'unico momento in cui si respira e la città è piena di cose da fare: si esce.
Rientro verso mezzanotte e inizia l'incubo: la camera è a 40°C, non tira un filo d'aria, lo strato di sudore ti avvolge come un cellophane, fa caldo tutto: il cuscino sulla guancia, i capelli in testa, le mutande addosso.
Inizia uno stato di torpore interrotto infinite volte.
Ore 1.25: il nenito vuole ciucciare.
Ore 2.20: sete, sete, sete.
Ore 3.42: il nene grande deve fare pipì.
Ore 4.27: il nenito vuole riciucciare (e tu giuri che da domani BASTA TETTA).
Ore 4.55: sete, sete, sete.
Ore 5.46: inizia una leggera brezza e ti preoccupi che i pupi sono in piena corrente: ti alzi ad abbassare un po' le tapparelle.
Ore 6.30: il nenito è operativo, perchè sprecare le prime luci del giorno a dormire?
Ore 6.45: Zap impietosito si alza e porta il nenito incarognito nell'altra stanza.
Ore 7.15: Sono svegliata di soprassalto: "Ele, aiuto, il nenito, guarda: gli sta cascando l'occhio!!!"
EHHH???!!!! Che dice? Spiccicando i miei di occhi, come se dovessi aprire delle saracinesce di piombo, guardo il nenito, poi fulmino lui:
"Zap, ma è una caccola! un peletto!!!! Prima di svegliarmi durante la mia unica ora di sonno hai provato a pulirgli l'occhio????"
Sarà il caldo, il sonno, o Zap si sta avviano pericolosamente verso il rincoglionimento senile???
Rientro verso mezzanotte e inizia l'incubo: la camera è a 40°C, non tira un filo d'aria, lo strato di sudore ti avvolge come un cellophane, fa caldo tutto: il cuscino sulla guancia, i capelli in testa, le mutande addosso.
Inizia uno stato di torpore interrotto infinite volte.
Ore 1.25: il nenito vuole ciucciare.
Ore 2.20: sete, sete, sete.
Ore 3.42: il nene grande deve fare pipì.
Ore 4.27: il nenito vuole riciucciare (e tu giuri che da domani BASTA TETTA).
Ore 4.55: sete, sete, sete.
Ore 5.46: inizia una leggera brezza e ti preoccupi che i pupi sono in piena corrente: ti alzi ad abbassare un po' le tapparelle.
Ore 6.30: il nenito è operativo, perchè sprecare le prime luci del giorno a dormire?
Ore 6.45: Zap impietosito si alza e porta il nenito incarognito nell'altra stanza.
Ore 7.15: Sono svegliata di soprassalto: "Ele, aiuto, il nenito, guarda: gli sta cascando l'occhio!!!"
EHHH???!!!! Che dice? Spiccicando i miei di occhi, come se dovessi aprire delle saracinesce di piombo, guardo il nenito, poi fulmino lui:
"Zap, ma è una caccola! un peletto!!!! Prima di svegliarmi durante la mia unica ora di sonno hai provato a pulirgli l'occhio????"
Sarà il caldo, il sonno, o Zap si sta avviano pericolosamente verso il rincoglionimento senile???
giovedì 15 luglio 2010
W la pappa!
Il pupo è ormai svezzato. Il mio latte è ormai solo colazione, talvolta merenda, spesso e volentieri spuntino notturno. Il ragazzo promette bene: addenta qualsiasi cosa, manda giù pezzi di frutta interi e rigatoni sminuzzati e rosicchia estasiato fette biscottate, carote e cetrioli. Questo però non basta a non renderci di nuovo dipendenti dal frullino, che ci accompagna in qualsiasi spostamento di più di 2 giorni, e significa soprattutto che lo svezzamento è ricominciato anche per me: il nenito lascia un po' di pappa passato di verdure biologiche che ci hai messo un'ora a fare+omogenizzato di vitello+parmigiano+olio extravergine di oliva bio...che fai lo butti?
Fa merenda con frullato di albicocca+yogurt+farina multicereali e non la finisce...che fai lo sprechi?
Persino Zap, che in genere è detto la "fogna di casa" per la sua propensione ad ingurgitare qualsiasi cosa (una volta persino lo stecchino di legno di un involtino!), si rifiuta.
Io invece le pappine le mangio tutte. E tutto sommato confesso: mi piacciono pure!!!
mercoledì 7 luglio 2010
martedì 6 luglio 2010
Il mio matrimonio ideale
Sabato sera ho partecipato alla festa di matrimonio di una delle mie più care amiche.
Il mio matrimonio ideale (se mai un giorno dovessimo cascarci...): nel comune di un borghetto vicino Roma, invitati a sorpresa solo i parenti più stretti (pensavano di andare a pranzo fuori porta!), festone a casa con gli amici a cose fatte.
Niente clichè, orpelli, apparenza, sprechi assurdi. Solo semplicità e sincera voglia di condividere con gli altri questo bel momento della vita.
Ciccia, volevo dirti che sono tanto contenta di essere tua amica, di aver condiviso con te studi, serate, vacanze, chiacchiere e risate, che mi dispiace non esserti potuta stare più vicino nei tuoi momenti più tristi, che le nostre seratine tra donne per me sono sempre una boccata di aria fresca, che i confetti erano buonissimi e che siete una delle coppie più fighe che conosco!
Grazie per la bella serata, e soprattutto per avermi permesso di farvi il più bel regalo di matrimonio che abbia mai fatto, partecipando ad un vero, meraviglioso progetto di vita: adottare un bimbo!
Vi stringo forte forte forte e vi auguro con tutto il cuore che tutti i vostri sogni più belli possano avverarsi!
venerdì 18 giugno 2010
Una boccata d'ossigeno
In questi ultimi giorni sono stata impegnata, stressata, stanca, preoccupata e in queste condizioni i pensieri, le emozioni e le parole si bloccano dentro, sono lì, ma non riescono ad uscire.
dove ci sono persone meravigliose
Un posto così, il nostro piccolo paradiso in terra
Adesso è arrivato finalmente uno dei momenti più belli dell'anno: la vigilia della partenza per un posto che da 3 anni a questa parte è entrato nei nostri cuori.
Un'avventura che condividiamo con i nostri migliori amici
Dove si mangiano cose squisite
La Sardegna, ovviamente.
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